domenica 6 febbraio 2011

Sulle strade siciliane si continua a morire


In questo inizio d’anno il bilancio delle vite stroncate (soprattutto giovani) è davvero allarmante. Ma, in realtà, nessuno si allarma fra chi dovrebbe in vario modo prevenire e provvedere.
Secondo le statistiche, nel 2009, in Sicilia si sono registrati 30.000 incidenti stradali che hanno provocato 325 decessi e migliaia di feriti e invalidi. La spietata aridità del dato statistico dice che quasi ogni giorno nell’Isola viene spenta la vita di una persona solo perché usa l’automobile per lavoro o per altre esigenze; oppure- come sempre più accade - perché sta attraversando una via cittadina a piedi o in bici.
Morti insopportabili, soprattutto per noi che viviamo in una terra sopra la quale aleggia il lezzo pestifero di altre morti assurde e violente.
La gente assiste come rassegnata allo spettacolo terrificante della morte, partecipa, sgomenta, ai funerali. Si va avanti così, fino alla prossima vittima. Oltre al dolore inconsolabile dei parenti non resta nulla.
Qualcosa bisogna fare e subito! La difesa della vita deve avere priorità su tutto.
Non si può accettare come una sorta di “maledizione statistica” quest' altissimo tributo di sangue che la Sicilia paga, certo, per l’inadeguatezza della sua rete stradale ma anche- bisogna gridarlo- per le nostre stravaganze o per appagare le insane voglie del dio del profitto e della velocità.

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