lunedì 7 febbraio 2011

Mentre i riflettori del mondo illuminano l'evoluzione della rivoluzione egiziana, Gaza è avvolta dalle tenebre, pervasa da sentimenti contrapposti e distanti

Nella Striscia, dove la chiusura dei tunnel rischia di far esplodere una nuova crisi umanitaria, la gente teme che Israele rioccupi il confine egiziano e sogna un rivoluzione popolare come al Cairo.

L'entusiasmo scaturito dinnanzi ai televisori che mostrano una piazza Tahrir gremita e matura per deporre l'odiato despota, per i molti  palestinesi passati sotto i ferri roventi dei torturatori di Mubarak, è placato dell'angoscia per l'esito incognito che questa rivolta popolare comporterà per la vita degli abitanti della Striscia.
Contemporaneamente a questi giorni storici che permettono un balzo in avanti a tutto il Medio Oriente, Gaza pare ripiombare a due anni addietro, a quando Israele sigillando ermeticamente i confini e riducendo alla fame circa 2 milioni di persone, preparava il massacro Piombo Fuso.

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