martedì 15 febbraio 2011

Profumo di golpe

Prima esisteva il "partito dello scudo crociato"; per la verità esiste ancora alle spalle di Pierferdinando Casini, quando si fa intervistare davanti alle telecamere, ma non è la stessa cosa. Adesso il partito dello scudo c'è ancora: si è formato in Parlamento nelle file del PDL dove un centinaio di deputati vuole sospendere indagini e processi che riguardano i parlamentari fino alla scadenza del mandato.Non porta la croce, ma la vuole imporre solo agli altri. Allo scopo dichiarato di assicurare la governabilità del Paese e a garanzia della libertà della funzione parlamentare.
All'indomani di Tangentopoli il Parlamento decise di abrogare l'immunità parlamentare. Non era un Parlamento costituito da "nominati", ma da rappresentanti che venivano scelti direttamente dal popolo col sistema delle preferenze in base a una legge elettorale diversa da quella in vigore.  Oggi le maggioranze parlamentari sono artefatti,  quasi sempre  subordinate al potere esecutivo. Oggi, alla luce di scandali di tipo  economico finanziario  che coinvolgono esponenti della classe politica , invischiati anche   in presunte piccanti e morbose storielle di mille e una notte   e comunque in frequentazioni non proprio edificanti , la si vuole  in qualche modo reintrodurre l'immunità.

Radiografia del disagio sociale

Dal sisma del 1980 sono trascorsi 30 anni che hanno stravolto la realtà della nostra terra, che ha smarrito la fisionomia statica e chiusa mantenuta nei secoli passati non solo sul piano economico, territoriale e paesaggistico, ma anche sul versante etico e spirituale, senza assumere una nuova identità socio-culturale, se non quella del consumismo e dell’edonismo di massa che, nei suoi aspetti più alienanti e regressivi, di appiattimento e omologazione intellettuale, impedisce un’effettiva liberazione dei corpi e delle menti.
Alle antiche lacerazioni si sovrappongono le nuove. La disoccupazione e la conseguente emigrazione giovanile, è drammaticamente dannosa per la nostra gente, che, abbandonata dai suoi migliori cervelli, perde ciò su cui ha investito in termini di affetto, educazione, sostegno economico, ciò su cui ha riposto le proprie speranze per un avvenire migliore.

Egitto, la rivoluzione tradita dall'esercito


 Spero che  si  analizzi a fondo  la rivoluzione egiziana, i suoi diciotto giorni, la gente che si è mobilitata e vi ha partecipato. E' stata una rivoluzione pacifica, inerme, ma non incruenta. La polizia ha sparato. Trecento persone sono rimaste uccise, migliaia sono i feriti, non si sa quanti sono stati incarcerati e se sono tuttora dentro. Obama ha lodato il carattere pacifico della rivoluzione ma non ha detto una sola parola sui morti, sui feriti, sui prigionieri del Regime. La rivoluzione ha mostrato l'esistenza di una società civile ed è stata in gran parte sostenuta dalla borghesia delle professioni che si è legata  ai milioni di egiziani poveri e poverissimi del grande paese, culla della civiltà per migliaia di anni.. Questa società civile ha avuto due motori che l'hanno spinta in avanti: l'acculturazione dei giovani ed internet che hanno dato una coscienza più acuta e generale della sofferenza sociale e della mancanza di futuro in un regime corrotto in cui la maggioranza delle risorse è stata  accaparrata e divorata  da Mubarak e dai suoi cortigiani. Questo accaparramento dura da sempre, è stato protetto dalla sospensione dei diritti per il permanente di stato d'assedio con la complicità degli USA e dell'Europa che hanno  difeso fino a ieri Mubarak. La rivoluzione egiziana é  stata il più importante avvenimento del Mediterraneo dopo  la decolonizzazione e l'avvento di Stati sovrani al posto dei protettorati e degli ascari.

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