martedì 1 marzo 2011

La crisi del capitalismo e il bisogno di comunismo


Per raccontare la crisi i mezzi di disinformazione di massa hanno divulgato notizie false e distorte come l’idea che la fase critica abbia esaurito gli effetti più duri e sia in corso una ripresa dell’economia. All’inizio qualcuno ha avuto interesse a seminare il panico perché grazie alla psicosi sociale ha realizzato altre operazioni speculative. Oggi si soffia nella direzione opposta, accreditando l’idea che la bufera sia cessata. Secondo una leggenda metropolitana la recessione si colloca nell’orbita delle speculazioni dell’alta finanza internazionale. E’ indubbio che una parte di responsabilità sia ascrivibile al cinismo degli speculatori, tuttavia la sostanza della crisi è riconducibile alle contraddizioni insite nella natura stessa dell’economia mercantile. Infatti, un’economia di mercato senza mercato è una contraddizione in termini, per cui se la crisi non si risolve il sistema rischia la bancarotta. Non a caso si assiste al crollo verticale degli investimenti, dei salari, dei prezzi e del saggio di profitto, che approfondisce la crisi.

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