giovedì 9 giugno 2011

Decine di migliaia di profughi sub-sahariani in fuga dalla guerra e dalle violenze in Libia


Decine di migliaia di profughi sub-sahariani stanno affluendo ad Agadez, in Niger, in fuga dalla guerra e dalle violenze in Libia, viaggiando attraverso il deserto in condizioni drammatiche e a rischio della vita. 

La città di Agadez in Niger è stata trasformata da vivace crocevia commerciale nel bel mezzo del Sahara a centro di raccolta profughi per le migliaia di migranti africani in fuga dalla violenza in Libia. Negli ultimi due mesi, ogni settimana convogli di camion sono arrivati in città. Il flusso ormai scorre al ritmo di  circa 10 veicoli a settimana, con a bordo stipate tra  le 1.500 e le 3.000 persone.
Le cifre a partire dall’inizio di maggio indicano che il numero degli arrivi di migranti provenienti dalla Libia nel Sahara ammonta a 65.000 persone. Il dato è sei volte maggiore rispetto al numero di migranti  dalla Libia sbarcati sull’isola italiana di Lampedusa nello stesso periodo.

NUCLEARE? LA SCELTA SBAGLIATA! ECCO 10 MOTIVI PER I QUALI L'ATOMO “NON E' LA RISPOSTA”...

Il 12/13 giugno saremo nuovamente chiamati al voto sul nucleare, a 24 anni di distanza dal primo plebiscitario referendum popolare sull'atomo. Per chi si è già espresso nel 1987 sarà probabilmente facile (per non dire scontata!) la scelta a cui è richiamato oggi, riconfermando il proprio orientamento di voto. Così, invece, non è per le nuove generazioni “de-ideologizzate” che nel frattempo sono cresciute, chiamate per la prima volta a “formarsi un'opinione” su un tema così complesso e delicato. 


Il principale ostacolo per chiunque voglia informarsi in maniera obiettiva sul nucleare è costituito dalla cronica “rozzezza” e superficialità dell'informazione italiana (specie televisiva), il più delle volte qualificabile:
- “insufficiente” (quanti telespettatori conoscono con esattezza i quesiti referendari?);
- “contraddittoria” (quante volte si sentono riportare analisi o citare dati tra loro inconciliabili, senza che un conduttore imparziale aggiunga una mezza parola di "verità"?);- e “faziosa” (quante volte opinionisti ed esperti -o presunti tali!- danno l'impressione di abbracciare o rifiutare “acriticamente” una tesi solo in base alla propria appartenenza ideologica?).Questo dossier antinucleare si rivolge proprio a chiunque voglia informarsi in maniera lucida e disincantata sui “pro” ed i “contro” del nucleare, nella speranza di contribuire a spazzar via alcuni dei più diffusi “luoghi comuni” alimentati ad arte da una certa propaganda.In ultima analisi, cercheremo di rispondere alle domande di fondo cui tutti saremo chiamati il 12/13 giugno:1- Quanto la scelta energetica nucleare rappresenta un'opportunità e quanto una minaccia per l'Italia?2- E come rispondere alla crescente domanda di energia del Paese?

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