martedì 14 giugno 2011

Il referendum ha detto quattro “vattene!”

L’Italia civile non ha vinto, ha stravinto. Il referendum ha detto quattro “vattene!” inequivocabili al regime berlusconiano delle cricche, delle mafie, dei prosseneti, delle menzogne. Lasciamo parlare i numeri. Gli aventi diritto al voto erano 50 milioni e 400 mila, di cui 3 milioni e 300 mila all’estero. Al regime bastava convincerne 25 milioni duecentomila e rotti a restare a casa, e Berlusconi avrebbe spurgato urbi et orbi, con gran nacchere di minzolini vespe e altri sgarbi, che l’Italia lo amava e lo voleva al governo oggi e al Quirinale subito dopo. Due milioni di “disertori” li aveva con certezza fra gli italiani all’estero, dove il massimo di partecipazione era stato del 40% alle politiche del 2008.

Su altri 14 milioni poteva contare con assoluta tranquillità, visto che due settimane fa, al primo turno delle comunali (con infinità di liste anche clientelari) l’affluenza era stata inferiore al 72%. Bastava convincerne poco più di 9 milioni, insomma, appena il 19% degli aventi il diritto in Italia. Berlusconi e Bossi hanno reiteratamente invitato i cittadini al non-voto, Maroni ha cercato di tenerli a casa nelle ultime ore dichiarando che il quorum era già raggiunto, i lacché televisivi di Berlusconi che qualcuno insiste a millantare per “giornalisti” sono arrivati a cancellare dagli schermi il voto del presidente della Repubblica (è la prima volta che accade nella storia della Rai), insomma hanno fatto “di tutto e di più”, letteralmente “carte false”, ma sono riusciti a convincere appena 5 milioni e mezzo di italiani.

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