venerdì 24 giugno 2011

SE SICULIANA MARINA FOSSE IN LIBIA?

Ieri è stata la prima bella giornata di mare. Anch’io, come tante famiglie, sono andato alla spiaggia libera di Siculiana Marina (Agrigento) ossia una striscia di acqua pulita e sabbia dorata dentro la cornice incantevole delle sue bianche falesie.
Bellezza e libertà che raramente s’incontrano, ma che in questi spazi demaniali convivono, a dispetto di Tremonti che per fare cassa voleva consegnarli ai privati. L’accesso, infatti, è gratuito e tutti ne possono godere. Anche gli operai, gli impiegati, i precari, gli emigrati, i giovani squattrinati, gli anziani pensionati, perfino i disoccupati. Un mare per tutti, poiché il mare non può avere padroni. Tutto quello che c’è dentro e intorno è un dono prezioso di questo nostro Mediterraneo che unisce i popoli rivieraschi che i guerrafondai vorrebbero dividere.
Sulla spiaggia le solite scene: ombrelloni, pedalò, castelli di sabbia, bambini scatenati e adulti angustiati alle prese col peso-forma…panini e gelati e migranti sudati che, per pochi euro, offrono falsi gioielli e sogni proibiti a signore e signorine…

Il PD e l’idea logora del “laboratorio politico siciliano”


Siamo alle solite. Anche i risultati della recente, modesta tornata elettorale amministrativa diventano oggetto di un’assurda pretesa secondo cui tutti hanno vinto e nessuno ha perduto.
Addirittura, taluni fanno discendere da questi “trionfi” i destini politici della Sicilia e dell’Italia. Riproponendo, cioè, l’idea logora del “laboratorio politico siciliano” che, quando ha funzionato, ha provocato solo guasti e deteriori trasformismi.
Analisi affrettate, enfatiche che non vedono quel che c’è dietro la vittoria di taluni sindaci: solo il trionfo delle ammucchiate e dei cambi di casacca last-minute.
Dov’è la vittoria? Viene da chiedersi, mutuando l’interrogativo fatale dell’inno di Mameli.
Chi vince e che cosa? per se stessi o per il progresso delle città e delle popolazioni?
La situazione è davvero eccezionale. I centri storici crollano, i servizi erogati sono i più costosi d’Italia e della peggiore qualità, il clientelismo dilaga e soffoca l’amministrazione.
Per un sindaco che “vince”vi sono migliaia di giovani, e non solo, che perdono persino la speranza di trovare un’occupazione degna e scappano dai nostri paesi e città perché non ci sono lavoro, servizi efficienti, equità di diritti e di doveri.
La Sicilia- come ha detto nei giorni scorsi Vincenzo Consolo- è sotto sequestro, ostaggio delle congreghe del suo sistema di potere politico e malavitoso.
Perciò, qui la vera sfida non è sconfiggere l’avversario di turno, ma questo sistema di potere opprimente, la disperazione, i problemi drammatici che la gente vive.

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