lunedì 7 novembre 2011

Viva la Rivoluzione d'Ottobre!




Oggi  ricordiamo l' anniversario della Rivoluzione d'Ottobre  per rinnovare la nostra convinzione nei valori che portarono alla liberazione di milioni di uomini e di donne uniti nell'URSS che è stata nazione di nazioni e patria del socialismo rimpianto da quanti lo conobbero e vissero dentro le sue regole. 

La fine dell'URSS è avvenuta nel 1993 con il colpo di Stato di Eltsin che non incontrò alcuna resistenza a riprova della sua natura profondamente civile e democratica.

Albanesi a Venezia nel ’400: un esempio di integrazione

Francesco Guardi, dipinto della serie: "Le solennità dogali", scena: "Partenza del Bucintoro per san Nicolò di Lido", il giorno dell'Ascensione. Dipinto verso il 1775-1780


A seguito della cessione da parte di Venezia di Scutari all'Impero ottomano ai cittadini della città albanese si è data la possibilità di partire per trasferirsi sotto la protezione del Gonfalone di San Marco. Fu in conseguenza di quell’episodio che si registrò il massimo di emigrazione albanese verso l’altra sponda dell’Adriatico, picco di una parabola che era stata in crescita lungo tutto l’arco del ‘400.
“Migrazioni e integrazione. Il caso degli albanesi a Venezia (1479-1552)” è un saggio di Lucia Nadin, che ha trascorso un lungo periodo di studio e lavoro in Albania – sia presso l’Istituto Italiano di Cultura di Tirana che all’Università di Tirana – e che apre la collana “Contesti Adriatici” della Casa editrice Bulzoni di Roma.

Romania, la vita avvolta nel silenzio degli orfani bianchi



Una delle maggiori piaghe che affliggono la Romania, e sulla quale è sempre regnato il silenzio, riguarda i cosiddetti "orfani bianchi". Bambini rimasti in patria, privi della presenza dei loro genitori, emigrati alla ricerca di lavoro. 

Sono gli orfani bianchi, il loro numero supera le centinaia di migliaia. Ognuno di loro ha un nome ma i loro genitori non sono lì a chiamarli o abbracciarli forte quando hanno bisogno, quando si interrogano sui problemi della vita, quando non capiscono perché alcune cose devono accadere proprio a loro. E loro, i bambini rimasti soli in Romania perché i genitori sono andati all’estero a lavorare, si addormentano con le lacrime agli occhi, sperando di sognare la mamma ed il papà. Spesso i coetanei li considerano fortunati perché possiedono cose più belle, vestiti, cellulari. Eppure non sono felici. Hanno molto, ma non i loro genitori.

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