sabato 6 ottobre 2012

Appunti sul tema "LAVORO"



Sono andato anch’io a leggere il dibattito aperto sulle pagine di ”Valori“ [1] dopo la segnalazione diRomano Calvo. Intervengo qui, nella nostra discussione interna sul lavoro perché emerge bene, da quel dibattito, che un discorso serio sul problema lavoro non può essere fatto, a mio avviso, senza tenere ben chiare le relazioni tra esso e i due temi della decrescita e della transizione. I quali sono, a loro volta, strettamente interconnessi.
Bisogna dire subito che l’editoriale, intitolato “La teoria del prozac sociale“, è quanto di peggio potesse essere pensato per chiarire le idee. La frase cruciale, secondo cui la “riduzione del welfare e decrescita del PIL sono due elementi base della teoria della decrescita“, definisce subito il livello, e non mi soffermerò oltre su quell’articolo.
Pierluigi Fagan, in una nota del nostro dibattito, ha giustamente rilevato lo stato confusionale in cui la discussione sulla decrescita si trova. Stato che è confermato da molti degli interventi letti fino ad ora, specificamente da tutti quelli degli economisti intervenuti. Se non si definisce di cosa stiamo parlando, è assai difficile poter raggiungere qualsiasi conclusione.

martedì 10 luglio 2012

L'incubo dei 54 più uno nel canale della morte



L'unico superstite la Guardia Costiera tunisina l'ha trovato di notte aggrappato ad una tanica. Era rimasto solo, tutti i suoi compagni di fuga - 55 persone in tutto - erano morti disidradati dopo un viaggio-incubo in mezzo al mare, su un gommone sgonfio, durato 15 giorni. L'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati 2 (UNHCR) ha fatto sapere la notizia, riportata, appunto, da questo unico superstite che, assieme a tutti gli altri aveva tentato di approdare in Italia dalla Libia. Secondo quanto da lui riportato - si tratta di un cittadino eritreo - 55 persone si sarebbero imbarcate dalla Libia e tutti gli altri passeggeri sarebbero morti di disidratazione dopo un calvario durato 15 giorni. "E' una vera tragedia," ha dichiarato T. Alexander Aleinikoff, vice Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati, "54 persone sono morte."

domenica 27 maggio 2012

Messi volutamente in ginocchio



La luna di miele è decisamente finita. Dopo il generoso abbraccio delle prime settimane e dopo il raffreddamento del consenso con l’aumento delle tasse, per Mario Monti arrivano i fischi. L’altro giorno nelle zone terremotate dell’Emilia, ieri a Bergamo, dove lo attendevano alcuni leghisti ai quali si sono associati imprenditori e cittadini «stanchi di uno Stato che ci è avversario».
 Sono bastati pochi mesi dunque perché il nodo politico del governo Monti arrivasse al pettine italiano. Monti sta governando a prescindere dagli interessi veri dei cittadini. Monti sta governando da tecnico vicino alle lobbies, da professore agganciato ai meccanismi della grande finanza come dimostra l’assoluto distacco dal confronto.

sabato 19 maggio 2012

I giovani del Prc stanno organizzando manifestazioni e sit-in in tutta Italia per protestare contro l'attentato criminale di Brindisi




Non ce l'ha fatta la seconda ragazza rimasta ferita gravemente nell'esplosione. Tre le deflagrazioni, avvenute poco prima delle otto di fronte all'istituto professionale Morvillo Falcone, nei pressi del tribunale. Gli ordigni - collegati a bombole di gas - erano su un muretto. Tra le ipotesi spunta la Sacra corona unita. Oggi a Brindisi era previsto l'arrivo della Carovana della legalità.






ORE 11.40 - GIOVANI PRC, MOBILITAZIONI IN TUTTA ITALIA
I giovani del Prc stanno organizzando manifestazioni e sit-in in tutta Italia per protestare contro l'attentato criminale di Brindisi. "Non aspetteremo la sentenza della Cassazione per reagire", dichiarano in una nota. "Tre bombe - scrivono in un comunicato - hanno ucciso questa mattina davanti ad un Istituto professionale di Brindisi due ragazze di 16 anni e ne hanno ferite altre sei. Forse è presto per affermare con certezza i nomi dei responsabili. Ma certo non aspetteremo le sentenze della Cassazione per esprimere la nostra indignazione e per dire che la Storia di questo nostro Paese la conosciamo fin troppo bene".

venerdì 18 maggio 2012

Chiediamo al Parlamento di approvare subito una legge che introduca il crimine di tortura nel nostro codice penale



In Italia la tortura non è reato. In assenza del crimine di tortura non resta che l’impunità.
La violenza di un pubblico ufficiale nei confronti di un cittadino non è una violenza privata. Riguarda tutti noi, poiché è messa in atto da colui che dovrebbe invece tutelarci, da liberi e da detenuti.

Sono venticinque anni che l’Italia è inadempiente rispetto a quanto richiesto dalla Convezione contro la tortura delle Nazioni Unite, che il nostro Paese ha ratificato: prevedere il crimine di tortura all’interno degli ordinamenti dei singoli Paesi.
Quanto accaduto nel 2001 alla scuola Diaz ha ricordato a tutti che la tortura non riguarda solo luoghi lontani ma anche le nostre grandi democrazie. Il caso di Stefano Cucchi, la recente sentenza di un giudice di Asti e tanti altri episodi dimostrano che riguarda anche l’Italia.

Per questo chiediamo al Parlamento di approvare subito una legge che introduca il crimine di tortura nel nostro codice penale, riproducendo la stessa definizione presente nel Trattato Onu. Una sola norma già scritta in un atto internazionale. Per approvarla ci vuole molto poco.

giovedì 17 maggio 2012

E l'ospedale d'Isernia dimenticò l'ascensore



All'ospedale di Isernia hanno in progetto i miracoli. Perfino dopo un trapianto di cuore, infatti, il paziente dovrebbe alzarsi e far le scale per raggiungere a piedi i reparti: spesi 2 milioni per le sale operatorie, hanno scordato l'ascensore. Difficile, al contrario, scordarsi chi comanda in zona: il governatore Michele Iorio. Che ha deciso di piazzare sulla poltrona di sindaco sua sorella Rosa. L'operazione (politica) pareva facilissima. 

Cinque anni fa il candidato della destra aveva trionfato al primo turno col 69,1% dei voti staccando l'avversario di 50 punti. E dopo essere diventato presidente regionale la prima volta nel '98, l'azzurro Iorio governa da allora (salvo una breve parentesi) dopo essere stato rieletto tre volte consecutive. Non bastasse, la signora Rosa scelta dal fratello, occupa una poltrona pesante, «elettoralmente». Quella di direttore del distretto sanitario. Poltrona che, in attesa del trasloco nell'ufficio del sindaco, si è ben guardata dal mollare. Anzi, accusano le sinistre, mentre si avvicinava il voto, l'Asrem (l'azienda sanitaria regionale molisana) ha chiesto a chi aspira a un'assunzione di iscriversi in una «long list». Una coincidenza davvero curiosa. L'ospedale di Isernia Macché, quella che pareva dovesse essere una passeggiata si è rivelata in realtà più complicata del previsto.

domenica 13 maggio 2012

Le case dello Stato al popolo



Il patrimonio immobiliare pubblico vale 400 miliardi. E si potrebbe usare per una nuova e diversa politica delle abitazioni e degli spazi di lavoro, che risponda a un bisogno sociale ampiamente diffuso, riqualifichi i territori e attivi risorse per lo sviluppo. Ecco come

Il ricorso alla dismissione del patrimonio immobiliare pubblico per contenere la crescita dello stock del debito pubblico è un’ipotesi ricorrente nella strategia degli ultimi governi; lo abbiamo visto ultimamente nella manovra di luglio, nelle esternazioni di Tremonti in vista della successiva manovra abortita e in quelli di esponenti del governo Monti. È un progetto che rivela la visione finanziaria della gestione pubblica che confida di realizzare - attraverso il ricorso a fondi immobiliari, vendite all’asta, cartolarizzazioni - un consistente abbattimento del debito, aspettativa peraltro non avvalorata dai risultati dei due Scip (Società Cartolarizzazione Immobili Pubblici s.r.l.), in particolare del secondo non privo di pesanti strascichi (qualche conto qui). Colpisce che nessuno ricordi tale pesante bagaglio nel curriculum dell'ex ministro dell'economia, nel momento in cui, dall'attuale posizione libera da responsabilità governative, tuona contro il predominio della finanza sull'economia reale e sulla politica (si veda l’intervista di Tremonti al Corriere della sera).

giovedì 10 maggio 2012

Il parroco di Cinisi nega una messa per ricordare Peppino Impastato



Ci si riempie tanto la bocca a parlare di democrazia, ma poi viene negata una messa per ricordare Peppino Impastato nel giorno del trentaquattresimo anniversario della sua uccisione. Il parroco di Cinisi, don Pietro D’Aleo, ha ritenuto che “i tempi” non fossero “maturi”. Eppure sono passati più di tre decenni dal delitto di Peppino, che tutti oggi si affannano a ricordare in ogni modo possibile.
Da cittadina siciliana e da familiare di una vittima di mafia, che dal comunismo era lontana anni luce, mi chiedo se una decisione del genere possa essere giustificata con le parole utilizzate da Caterina Palazzolo, responsabile dell’azione cattolica della parrocchia: “La messa sarebbe stata vista male soprattutto all’interno del mondo comunista, più che dentro la Chiesa”. Mi rispondo, anche. No, non c’è alcuna giustificazione per questo rifiuto. Il no della Chiesa alla famiglia Impastato è una mancanza di rispetto, un insulto alla memoria, una negazione di dignità, un tradimento dei valori cristiani.

mercoledì 9 maggio 2012

Il Trota si laureò prima della maturità....UN RAGAZZO PRODIGIO!



Nuovi svluppi sugli studi del 'Trota' in Albania. L'iscrizione richiesta nonostante mancasse il diploma.
Un anno fa chiese il riconoscimento della laurea in Italia, ma ci ripensò dopo le inchieste su Belsito.




Fino a poco tempo fa Renzo Bossi ha cercato di ottenere, salvo poi fare dietrofront, l'attestazione di validità in Italia della laurea la laurea ottenuta il 29 settembre 2010, non si sa come, in Albania: la Procura di Tirana ha accertato che il Trota mai ha messo piede sull'altra sponda dell'Adriatico. E' un mistero su come il figlio del leader della Lega, pluribocciato alla maturità, in un solo anno e con una media da fare invidia a un premio Nobel, sia riuscito a diventare 'dottore' in economia, management and business all'Università privata Kristal di Tirana, città in cui, come risulta agli inquirenti albanesi, non è mai stato. Una laurea, seppur di primo livello, che come ha certificato Skender Kercuku, il decano della facoltà, è stata rilasciata il 29 settembre 2010, 14 mesi dopo la maturità, e che Bossi jr ha cercato di far valere anche in Italia: fino al 19 marzo scorso ha più volte inoltrato all'ambasciata italiana a Tirana la richiesta di "dichiarazione di valore" del diploma, salvo poi ritirare la domanda all'indomani delle perquisizioni disposte dalle Procure di Milano, Napoli e Reggio Calabria e la bufera sulla Lega e sul suo ex tesoriere Francesco Belsito.

domenica 6 maggio 2012

Renzo Bossi preso in giro dalla nascita





‎"Trota, tua madre è siciliana, la badante di tuo padre pugliese, la tua laurea albanese pagata 







con soldi europei. Le tue sim sono pakistane, i tuoi diamanti africani, i tuoi investimenti 





tanzaniani e il tuo tesoriere è calabrese.

venerdì 4 maggio 2012

Con la Costituzione contro le corone fasciste



Oggi alle 17 all’Hotel Regina Margherita l’ANPI tiene un’assemblea pubblica sull’incredibile autorizzazione del Prefetto di Cagliari allo svolgimento di una manifestazione fascista il 25 aprile e per di più con deposizione di corone ai fucilatori di Salò in un pubblico monumento, dedicato ai martiri della Patria e della Repubblica. L’ANPI vuole anche condannare la carica da parte della Polizia di Stato contro i democratici, accorsi in Piazza Gramsci in difesa della legalità e della Costituzione, indignati per l’illecita profanazione del monumento da parte dei nostalgici del nazifascismo.
Su questo grave fatto ecco una riflessione di Gianna Lai dell’ANPI.
Nel Parco delle Rimembranze della Città di Cagliari fa ancora bella mostra di sè la corona all’onore dei camerati caduti a Salò, deposta da gruppi fascisti, inneggianti a Mussolini e alla guerra, il pomeriggio del 25 Aprile scorso. Accanto a quella deposta dalle autorità cittadine la mattina del 25 Aprile, durante la festa per il 67^ Anniversario della Liberazione dell’Italia dal nazismo e dal fascismo…

mercoledì 25 aprile 2012

Le spese folli di Monti in tempo di crisi: acquistate altre 400 auto blu





Il bando è stato già emesso dal ministero dell'economia: lo Stato vuole acquistare nuove 'berline' per una spesa di dieci milioni di euro. Indispensabili: in giro ce ne sono già 60 mila (e altre 800 giacciono inutilizzate nei garage).


A quanto pare alla pubblica amministrazione sessantamila vetture ancora non bastano. Non si potrebbe spiegare altrimenti la necessità di comprare quattrocento nuove auto blu alla modica cifra di circa dieci milioni di euro. E poco importa se nel parco auto di proprietà statale ci sono centinaia di vetture inutilizzate. 

Un bando di gara pubblicato lo scorso gennaio sul sito del Ministero dell'Economia prevede infatti l'acquisto di un massimo di 400 "berline medie" di cilindrata fino a 1.600 cc, per un limite di spesa di poco meno di 10 milioni di euro. 

L'annuncio in questione è stato nei giorni scorsi anche oggetto di un'interrogazione parlamentare da parte del deputato dell'Italia dei Valori Antonio Borghesi, che ha chiesto spiegazioni sulla spesa al viceministro dell'economia Vittorio Grilli.

giovedì 15 marzo 2012

Il Movimento NO TAV e il tentativo di strumentalizzazione e mistificazione ideologica del pensiero di Pier Paolo Pasolini compiuto da alcuni esponenti prezzolati dell’informazione nazionale


Una bieca circostanza, solo apparentemente marginale, che si inquadra nel profilo della vertenza sorta in Val di Susa e che ha destato in me una reazione di scandalo, al di là della dura repressione scatenata contro il movimento No TAV, si riferisce al tentativo di strumentalizzazione e mistificazione ideologica del pensiero di Pier Paolo Pasolini compiuto da alcuni esponenti prezzolati dell’informazione nazionale. Alludo a quanti hanno provato a distorcere e strumentalizzare in modo indegno e disonesto una posizione assunta da Pasolini molti anni fa, il 16 giugno 1968, quando pubblicò i famosi versi intitolati “Il Pci ai giovani”, sugli scontri di Valle Giulia a Roma. In quella occasione Pasolini si schierò dalla parte dei poliziotti, in quanto di estrazione proletaria, mentre si scagliò apertamente contro la “massa informe”degli studenti, figli di quella borghesia che egli detestava profondamente. Eppure Pasolini non ha mai rinnegato o esecrato i movimenti di contestazione come Lotta Continua o altre formazioni extraparlamentari, con cui ha persino collaborato attraverso esperienze di controinformazione. Si pensi solo alla controinchiesta condotta dal collettivo politico di Lotta Continua guidato da Giovanni Bonfanti e Goffredo Fofi, che si concretizzò nel film-documentario “12 dicembre”, uscito nel 1972 e dedicato alla strage di Piazza Fontana. Un’opera la cui realizzazione coinvolse direttamente Pasolini, il quale contribuì pure alla sceneggiatura.

lunedì 12 marzo 2012

Sull'origine della Sicilia e dei siciliani


Immagine tratta da www.tanogabo.it che ringraziamo.

Sarà capitato anche a voi domandarsi: perché ci chiamiamo siciliani?  O, perché la nostra Isola si chiama Sicilia e non Trinacria o Sicania?
Le risposte sono facili a darsi. “Sicilia” e “siciliani”derivano da “siculi” ossia dal nome di un popolo del nord che, circa tredici secoli prima di Cristo, si sarebbe insediato nella parte orientale dell’Isola e, dopo avere sconfitto e, in qualche modo, integrato i preesistenti sicani (di probabile origine iberica) e gli elimi, impose i suoi costumi e le sue leggi all’Isola intera e quindi anche il nome.
Questa, in estrema sintesi, la “storia”. Tuttavia, nessuno ha mai chiarito, con nettezza, l’origine geo- etnica di questo popolo che ha imposto il suo nome alla Sicilia e ai suoi abitatori.

domenica 11 marzo 2012

Tremano i saccheggiatori del petrolio colombiano


Mediante una lettera aperta inviata lo scorso 3 marzo a Marleny Orjuela, presidentessa dell' “Associazione dei Familiari dei Membri della Forza Pubblica catturati e liberati da Nel 2011 la lotta dei lavoratori nel settore petrolifero è cresciuta al punto che, per varie settimane, la polizia del regime ha dovuto scontrarsi direttamente con gli operai, che hanno bloccato la produzione ed il trasporto dei principali centri estrattivi del paese, denunciando l'assurdo grado di sfruttamento a cui sono sottoposti, il saccheggio delle ricchezze nazionali, i danni per le comunità locali e per l'ambiente derivanti dall'attività di queste compagnie petrolchimiche, così come la totale mancanza di benefici per i settori popolari dei territori in questione. Nel mese di gennaio i lavoratori hanno bloccato l'attività di più di 100 pozzi petroliferi, con Barrancabermeja come epicentro delle proteste. L'attività guerrigliera ha sostenuto le rivendicazioni operaie e ha incrementato notevolmente i colpi inferti contro l'infrastruttura produttiva e gli oleodotti.

I Raid aerei israeliani su Gaza e i razzi artigianali Qassam palestinesi sul sud di Israele



Tra i morti di oggi un bambino di 12 anni. Un numero così alto di vittime in meno di due giorni a Gaza non si registrava dal 2009. Il governo israeliano alza la voce e avverte che non e' finita e continuera' i bombardamenti.

Proseguono i raid aerei israeliani su Gaza. Stamani altri due palestinesi sono stati uccisi ed e’ salito a 17 il numero dei morti da venerdi’ mentre sul sud di Israele sono piovuti oltre 100 razzi artigianali Qassam. Fonti mediche precisano che una delle vittime di questa mattina era un bambino di dodici anni.

Dell’Utri, parafrasando Pasolini potremmo dire che, pur non avendo le prove, sappiamo quasi tutto quello che si deve sapere



Parafrasando Bettino: da oggi siamo tutti un pò più mafiosi. Anche se, dopo la decisione della Cassazione, si può affermare che la mafia non esiste. Perché se non esiste il concorso esterno (o se “non ci crede più nessuno”) ciò equivale a dire che non esiste nemmeno la mafia, che è tutta un “concorso esterno”, salvo quando ti fa saltare in aria con le bombe, o ti spara un colpo in bocca e ti incapretta.
Certo, nostro malgrado, ma è così.
Parafrasando Pasolini potremmo dire che, pur non avendo le prove, sappiamo quasi tutto quello che si deve sapere.

Qualche giornale ha scritto che ieri il cellulare di Dell’Utri parlava spagnolo, lasciando intendere che, forse, il braccio destro di Berlusconi stava aspettando la sentenza fuori dai confini patrii. Io penso che quella segreteria telefonica fosse una interferenza casuale. Volete che non sapesse come sarebbe andata a finire? Quello, citando Leonardo Sciascia, è un “vero uomo”, mica un “quaqquaraqquà” qualunque.
L’eroe del nostro tempo, liberato dalla mafia, è un signore, Francesco Iacoviello, che, nella sua qualità di Procuratore Generale delle Cassazione, (grazie alla ferrea memoria di Travaglio, che ha fatto l’elenco) ha nel suo curriculum “la richiesta e l’ottenimento dell’annullamento delle condanne di Squillanteper IMI-Sir e di De Gennaro per il G8, e la conferma dell’assoluzione di Mannino e della prescrizione per Berlusconi nel caso Mondadori”. Giustizie sono state fatte.

sabato 3 marzo 2012

DON GALLO: PERCHÈ SONO NO TAV?

Quando venne a trovare i Valsusini in passato li definì “Imprescindibili”, sabato invece ci ha chiamati “presidio di Resistenza”. Il polivalente di Vaie strapieno, più di mille persone, una coda di persone rimaste fuori, tutto questo in occasione della visita di Don Gallo in Valle.
83 anni compiuti da poco ma l’energia e la grinta di un ventenne hanno spinto “Il Gallo” in due ore di intervento. Molteplici i temi toccati, dalla Resistenza al No Tav, ai politici corrotti, al fascismo, la chiesa… Andrea ne ha per tutti, la verve che lo distingue incanta la platea che lo ascolta in silenzio con attenzione e che sbotta solo per applaudire alla considerazioni e alle battute di Don Andrea.
“Sono No Tav e sono fiero di esserlo, …gurda che bella gente che c’è qui, il Governatore non sa cosa si perde! …vabbè anche se non viene, va bene lo stesso…”

domenica 26 febbraio 2012

E Berlusconi si è fatto prescrivere un altro processo



La sentenza che ha dichiarato non doversi procedere per essere prescritto il reato di corruzione dell’ avv.Mills, testimone chiave in altri processi, Silvio Berlusconi se l’è proprio meritata. 
Si può dire che l’ha scritta lui con le sue mani, com’è già avvenuto il 30 gennaio 2008 con il proscioglimento per il reato di falso in bilancio, che Berlusconi in modo lungimirante aveva fatto sostanzialmente depenalizzare nel 2002. 

Anche questo proscioglimento è frutto delle sue fatiche e del lavoro indefesso dei suoi sarti in Parlamento. In verità molti serventi in Parlamento si sono attivati per salvare il cavaliere dall’onta di dover rendere conto alla giustizia di quei fatti che il codice penale, per la generalità dei cittadini, considera reati. Il merito principale spetta alla legge ex Cirielli del 2005, con la quale la durata della prescrizione dei reati è stata ridotta per le persone per bene ed allungata per le persone per male. Però il testimone giudiziario, avv. Mills, è stato condannato in primo grado ed in appello per essersi fatto corrompere dai soldi di Berlusconi e la Cassazione, pur dichiarando la prescrizione, ha confermato la condanna del corrotto al risarcimento dei danni, in tal modo risultando definitivamente accertato che la corruzione era avvenuta.

giovedì 23 febbraio 2012

Facciamoci del male ancora con il PD, il partito morto dalla nascita



La Sinistra italiana si è sempre contraddistinta per tratti di puro “masochismo”, una vera e propria “pulsione autodistruttiva”… sintetizzabile nello slogan “facciamoci del male!”.
Ma l’ancor in fasce Partito Democratico deve aver ereditato “il meglio” dai suoi predecessori, visto che, bruciando ogni tappa, in soli 4 anni sta raggiungendo vette ancora inesplorate di “sadismo”!

Prima venne il caso Puglia (la vittoria alle primarie regionali del governatore Nichi Vendola). E tutti -nel Pd- la presero con filosofia…

Quale sanità stiamo preparando per il futuro? A chi gioverà tutto questo? Chi ci curerà?


La sospensione dei responsabili del dipartimento emergenze del noto ospedale romano è un provvedimento grave, che colpisce i penultimi anelli di una catena, alla cui ideazione e confezionamento non sono estranee le decisioni di coloro i quali in questi anni hanno ridimensionato il servizio pubblico con tagli sconsiderati e misure organizzative inadeguate.
Un capro espiatorio, quando lo si vuole trovare, lo si trova sempre. Lo trovano quelli che mandano gli ispettori e quelli che inviano i NAS; è pane quotidiano per certi giornalisti,  cui non pare vero poter sbattere quotidianamente un mostro in prima pagina; lo scoprono quelli che, lontani dalle trincee, dove si consuma una vera e propria guerra quotidiana tra mille difficoltà, si ergono a censori delle altrui deficienze, senza far nulla, loro, per ovviarvi.

Denis Bergamini era già morto quando fu investito



CASTROVILLARI - Si riapre il caso di Donato Denis Bergamini, il calciatore del Cosenza deceduto il 18 novembre 1989: Il calciatore infatti, investito da un camion, era già morto quando fu travolto. E' questo il risultato a cui sono giunti i carabinieri del Ris di Messina che hanno depositato la loro perizia alla procura della Repubblica di Castrovillari.

Secondo le indiscrezioni trapelate dallo stretto riserbo della Procura e degli investigatori, Bergamini sarebbe stato ucciso e non si è suicidato buttandosi sotto le ruote del camion, così come aveva stabilito la prima inchiesta riaperta ora sulla base della documentazione presentata dalla famiglia del calciatore.
Nella perizia del Ris si affermerebbe anche che è impossibile che le scarpe, l'orologio ed una catenina che il calciatore indossava al momento della morte non abbiano subito danni nel trascinamento del corpo.

venerdì 17 febbraio 2012

Alessandro Mathas. Se i responsabili sono due, secondo la legge nessuno è colpevole


Sul settimanale Oggi, il direttore Umberto Brindani, riguardo alla morte del piccolo Alessandro Mathas, scrive tra l'altro: "Un omicidio per ora senza colpevoli, dopo l’assoluzione dell’uomo per quella che una volta si chiamava insufficienza di prove (e con la madre scagionata già due anni fa, poco dopo i fatti). Alessandro, Antonio, Katerina: quella notte c’erano solo loro tre nella stanza del residence genovese Vittoria. Il bimbo ne è uscito senza vita, con il cranio sfondato, lividi e abrasioni in tutto il corpo, segni di bruciatura da sigaretta, un morso a un piedino.... Uno di quegli eventi sconcertanti di fronte ai quali non resta che allargare le braccia e accettare l’impotenza del sistema giudiziario". Caro direttore, per uccidere un bambino ed essere assolti basta essere in due.

lunedì 13 febbraio 2012

Nei panni di un greco





Non posso sapere, stando in Italia, da chi è composta la folla che ha preso d’assalto il centro di Atene. Avendo seguito tanti avvenimenti internazionali, ho imparato a non fidarmi delle versioni ufficiali, perlomeno non senza aver verificato e indagato. Sono davvero black bloc i giovani che sfidano la polizia, come titolano la maggior parte dei siti italiani? Non lo so, però la folla è troppo grande per essere composta solo da teppisti.

domenica 12 febbraio 2012

Come Praga, più di Praga, Atene è sola


Guardi alla tv le immagini della disperata resistenza di Atene e quello che ti viene mente non sono le immagini gioiose del maggio francese, la rabbia italiana degli anni ’70, le rivolte moderne, da Seattle a Genova. Quelle riprese rievocano una quadro che a prima vista c’azzecca poco e niente: Praga, estate 1968. Il diktat durissimo, feroce e inumano che la finanza europea e la graziosa signora Merkel impongono alla Grecia non ha nulla da invidiare all’ordine riportato da Breznev in Cecoslovacchia con i suoi carri armati. Quei cingolati non migliori né peggiori di quelli che stanno straziando la Grecia. Identici.
Non si poteva fare niente, allora. Praga era sola e doveva restarlo, perché ciò esigevano gli assetti mondiali e le eterne ed eternamente mostruose compatibilità.

venerdì 10 febbraio 2012

Colombia, sindacalisti assassinati


Come abbiamo ripetutamente denunciato, e come confermato anche da recenti rapporti di ong tutt’altro che collocate nello schieramento rivoluzionario, come Human Rigths Watch (HRW), la Colombia continua ad essere il paese dove vengono assassinati più sindacalisti che in qualunque altra parte del mondo. I sindacalisti vittime del terrorismo di Stato negli ultimi 3 anni sono stati 175, di cui 26 solo tra gennaio e metà novembre del 2011. Tale pratica terrorista è parte integrante di una violenza storica e sistematica che dal 1986 ha mietuto 2900 vittime, una violenza che continua a godere di un’impunità pressoché totale.
HRW denuncia infatti che a partire dal 2007, anno in cui è stata creata una Procura speciale per indagare sui delitti contro i sindacalisti, e fino a maggio del 2011, sono state proferite solamente 6 condanne. I “buoni propositi” di facciata del fascista “Jena” Santos, non sono altro che retorica con cui il presidente dell’oligarchia colombiana mira a confondere e mistificare la drammatica realtà del triste primato.

In Grecia è in atto lo stupro di un Paese


Oggi, in questo stesso momento, è in atto lo stupro di gruppo di un paese di 11 milioni di abitanti, la Grecia. Il branco è formato dalla Banca Centrale Europea, dal Fondo Monetario Internazionale, dalle agenzie di rating, dalle grandi banche e dal mondo della grande speculazione finanziaria.
La bancarotta, il default di Atene, è nei fatti, ma loro la tengono ferma per succhiare ancora sangue da quel corpo martoriato, per strapparle fino all’ultimo Euro per continuare a ingrassare la speculazione dei creditori stranieri che si stanno appropriando del paese (tutti i porti, tutti gli aeroporti, che altro?) e del suo futuro.
Certo, mille commentatori prezzolati continuano a spiegarci che i greci vivevano al di sopra delle loro possibilità e per questo adesso meritano di vivere al di sotto della loro umanità, senza luce, cercando nella spazzatura, chiedendo l’elemosina, prostituendosi.

mercoledì 8 febbraio 2012

Ustica 1980, Ramstein 1988. VERITA' POSSIBILE



Esiste una concreta possibilità di arrivare a stabilire con precisione cosa è avvenuto e perché la sera del 27 giugno 1980 nel cielo di Ustica, quando venne abbattuto il DC-9 Itavia, sigla I-TIGI, causando la morte dei quattro membri dell'equipaggio e dei settantasette passeggeri, fra cui tredici bambini.
Si tratta di un'opportunità da non perdere, fondamentale per comprendere la nostra storia recente.
L'ultima fase di un lunghissimo percorso giudiziario ha visto lo scorso 10 settembre 2011 il Tribunale di Palermo presieduto dal giudice Paola Proto Pisani, condannare, dopo tre anni di dibattimento, i ministeri della Difesa e dei Trasporti al pagamento di oltre 100 milioni di euro in favore di ottanta familiari delle vittime: una sentenza nelle cui motivazioni viene quanto meno messa in rilievo con dovizia di riferimenti documentali l'evidenza dei depistaggi, delle omissioni e delle coperture messi in atto lungo un trentennio di storia italiana da altissime cariche militari e civili, per impedire che venisse alla luce una verità che la ragion di Stato non può evidentemente rendere di pubblico dominio. Contro questa sentenza, infatti, si sono ancora appellati i ministeri condannati e proprio in questi giorni si sta celebrando a Palermo il processo di Appello.

martedì 7 febbraio 2012

58 centrali nucleari. Ma i francesi, con consumi record, sono costretti ad importare energia. Si chiama Paradosso di Jevons, ed è una condanna da cui fuggire



C'è qualche problemino con i rifornimenti di gas, ed immediatamente tornano alla carica gli insopprimibili fautori del nucleare. Agitando la caramellina della risorsa inesauribile e quasi regalata, sperano ancora di portare acqua al loro mulino. Ieri sera a Porta a Porta ho ascoltato di sfuggita un tizio che raccontava come a Bruxelles se ne stessero tranquilli al calduccio perché "il Belgio si rifornisce da centrali nucleari e quindi non ha problemi".

Anche la Francia ha il nucleare. La bellezza di 58 centrali, per la precisione. Ebbene, come racconta Medo che vive colà, la Francia sta disperatamente cercando sul mercato l'energia elettrica di cui ha bisogno: costretta ad importarne da Spagna e Germania, costretta a dar fondo acentrali a carbone e a olio combustibile.

Grecia, dalla crisi economica alla crisi umanitaria


Il discorso che segue è stato pronunciato da Sonia Mitralia – membro del Comitato greco contro il debito e del CADTM internazionale, di fronte alla Commissione sociale dell’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa, tenutasi il 24 gennaio 2012 a Strasburgo sul tema: “Le misure d’austerità: un pericolo per la democrazia e i diritti sociali”.

A quasi due anni di distanza dal trattamento d’urto imposto alla Grecia dalla Banca centrale europea, dalla Commissione europea e dal Fondo monetario internazionale, il suo bilancio è catastrofico, rivoltante e disumano.

Clava, bastone e carezze dei professori al governo


Affermare di non usare la clava, come ha fatto il ministro Elsa Fornero, significa ammettere di usare un semplice bastone (non ingrossato a un'estremità o con testa di pietra come la clava). Significa che questi signori del governo, come già hanno fatto,  non esagereranno nel maltrattare la popolazione. E del resto sono stati costretti a usarlo il bastone, altrimenti come combattere la crisi? Passeranno alla storia, questi professori, come coloro che per salvare il Paese furono costretti a usare il bastone. E' vero che hanno usato il bastone con i deboli e fatto carezze ai ricchi e ai potenti, ma è perché questi professori cristiani conoscono bene le Beatitudini di Luca: beati i poveri e guai ai ricchi.

venerdì 3 febbraio 2012

I Baroni stanno riportando l'Italia a 70 anni fa



C’era qualcuno, a dire il vero molti, che si erano illusi sulla bontà dell’esecutivo Monti.
Illusi davvero, perché il potere che abbiamo in Italia è sempre lo stesso.
Non si smentisce, da decenni, da oltre 60 anni è sempre lo stesso.
Cambiano i nomi, si riciclano, si liftano, si riverginano e sono sempre gli stessi.
Chi era sicuro che la peggiore Democrazia Cristiana fosse morta definitivamente, si è preso calci nei denti: Andreotti ha 93 anni, sta ancora al Senato, è stato riconosciuto mafioso, prescritto, ma sta lì. Testimone incartapecorito di tutto il marcio che i suoi governi e le contiguità degli altri esecutivi hanno sparso e continuano a disseminare sulla Nazione.
Sono sempre lì, incollati agli scranni e poltrone.
Garantiti da stipendi da nababbi rubati al contribuente.
Rubano, instascano, si portano via le casse dei partiti, si comprano ville, casette in Canada, aziende, banche, hanno la scorta, le macchine blu, tutto gratis, troie e puttani offerti da noi che non riusciamo quasi più a mangiare.
Un esercito di vecchi, cinici, infangati in ogni sorta di schifezza, il cui unico interesse è far soldi, il più in fretta possibile per continuare a farne.
Si accorgono del popolo che dovrebbero rappresentare solo in periodi elettorali.
Tutti loro se ne accorgono, sempre e solo poco prima del voto.

Le informazioni veicolate nella crisi libica


Intervista ad Amedeo Ricucci
La guerra civile libica ha senza dubbio avuto un’eco molto forte in tutti i principali mass media durante tutto il 2011. E l’epilogo è stato orrendo, con le immagini del corpo insanguinato di Gheddafi  che hanno fatto il giro del mondo.  Durante tutta la guerra civile si è anche dibattuto molto sul ruolo che in essa ha avuto l’informazione. Dai giornalisti che erano presenti a Tripoli, e quindi sotto lo stretto controllo del regime, sino a quelli che seguivano sempre le azioni dei ribelli. Su di loro pesano le accuse di aver divulgato false notizie, come quelle relative ai “bombardamenti”  ordinati da Gheddafi,  in alcuni casi ritenuti inesistenti. C’era allora a Tripoli  Amedeo Ricucci, corrispondente della Rai, che ha ricostruito quei drammatici giorni e ci ha dato la sua opinione sul futuro della Libia e dell’intero mondo arabo.
Ricucci, lei  era a Tripoli nei giorni della guerra civile libica come corrispondente della Rai. Dopo aver vissuto in prima persona quei giorni, secondo lei, la Libia del dopo Gheddafi sarà migliore rispetto a quella della “rivoluzione verde” del colonnello?           
Non è una domanda a cui si può rispondere con facilità. Di sicuro per poter fare un paragone tra la Libia di Gheddafi  e quella nuova bisognerà aspettare molto tempo. La Libia di oggi, quella successiva alla caduta di Gheddafi, è una Libia molto instabile.

giovedì 2 febbraio 2012

Teologi e studiosi biblici arrampicati sugli specchi


Teologi e studiosi biblici, per giustificare gli episodi di violenza o immoralità contenuti soprattutto nei primi libri della Bibbia, e non volendo ammettere che nelle Scritture possano esserci parti (abbondantissime parti) non ispirate da Dio (tesi condannata dalla Chiesa), si arrampicano sugli specchi adducendo che il Signore "si adatta allo stadio dell’umanità, alle lentezze della miseria umana, come una madre amorosa che non si meraviglia delle lenti tappe di maturazione del figlio" (cf Antico Testamento, Benito Marconcinipag. 18). Per esempio: prima Dio permette la legge del taglione, poi esige l’amore verso il prossimo, fino a includere i nemici. Oppure: prima permette la poligamia, e poi addita l'ideale della monogamia.

Politici e giornalisti bugiardi e spudorati, o solo ignoranti?


Togliere un pezzo di pane  a chi, oltre a quello,  a tavola mette solo un piatto di minestra, significa imporgli un sacrificio. Togliere un pezzo di  pane a chi ha la tavola imbandita con ogni ben di Dio, e al posto del pane può mangiar focaccia, non significa imporgli un sacrificio. Ora, quando si parla di sacrifici necessari per tutti al fine di salvare il Paese, e ci si limita a togliere un pezzo di pane dalla tavola povera e dalla tavola ricca, o non si conosce bene il significato dei vocaboli "tutti" e "sacrifici", oppure si mente sapendo di mentire.

mercoledì 1 febbraio 2012

Essere orfani tutta la vita in Albania


Sono migliaia gli orfani in Albania. A partire dai 14 anni inizia per loro un vero e proprio calvario. Per legge vengono espulsi dagli orfanotrofi e spesso non hanno alternativa agli affollati dormitori nei quali, senza prospettive e in povertà, rimangono per gran parte della vita.

articolo SeeNet
Sono circa 31mila gli orfani ospitati negli orfanotrofi in Albania. La loro età varia da 0 a 14 anni. L’80% sono bambini abbandonati dai loro genitori. Un fenomeno in crescita che rispecchia un lato oscuro della lunga transizione albanese: l’insicurezza economica ma anche conseguenza di una rivoluzione sessuale, dagli anni ’90 a questa parte, non ancora metabolizzata nel sistema sociale ed economico. Gli orfani crescono invisibili e nell’Albania di oggi rimangono tali praticamente per tutta la vita.
Di loro si parla solo in occasione delle feste di fine anno, o del giorno dedicato istituzionalmente ai bambini, il primo giugno, quando politici o VIP del mondo degli affari e dello spettacolo si prendono la briga di fare dei regali a qualche orfanotrofio, recandovisi personalmente con una scorta di cameramen e giornalisti al seguito.

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