martedì 3 gennaio 2012

F35: l'Italia può e deve abbandonare il programma


Se l’Italia volesse uscire dal programma d’acquisto di 131 cacciabombardieri d’attacco Joint Strike Fighter F-35, non dovrebbe pagare nessuna penale. La conferma arriva dall’inchiesta effettuata perAltraeconomia da Francesco Vignarca.
La spesa complessiva per l’Italia per l’acquisto dei velivoli, che fa parte del più costoso programma militare della storia e comprende diversi Paesi, è di 15 miliardi di euro. Una cifra che ha aperto il dibattito pubblico sulla sua opportunità, ma che è stata sempre difesa dai vertici militari e dalla politica. La firma per l’approvazione del primo “Memorandum of understending” (2002), era dell’allora ammiraglio Giampaolo Di Paola, oggi titolare del dicastero della Difesa del Governo Monti.
Secondo l’inchiesta di Altraeconomia, che ha avuto modo di verificare tutta la documentazione ufficiale, il nostro Paese, secondo l’accordo stipulato il 7 febbraio 2007 non dovrebbe sborsare altri oneri oltre a quelli già stanziati (e pagati), per la fase di sviluppo e pre-industrializzazione, che sono di 2.7 miliardi di euro.

Dunque, stando alle carte, il nostro Governo potrebbe decidere di non proseguire con il programma e rinunciare all’acquisto dei cacciabombardieri, senza alcuna penale.
Su E- Il Mensile di febbraio (in edicola dal 25 gennaio), Francesco Vignarca affronterà le contraddizioni vergognose delle spese militari nel bilancio dello Stato.
Firenze, settembre 2011 Incontro Nazionale di Emergency: ‘Comprare un F-35 o investire quel denaro in asili nido?’

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