venerdì 6 gennaio 2012

Le rinnovabili tedesche e lo spread italiano



In Germania le rinnovabili sono la seconda fonte energetica, mentre il nostro povero Paese dipendente fa i suoi inciuci e sta a guardare lo spread. Ancora a sognare l'autarchia?


Leggo non senza un filo di malinconia la notizia che le fonti rinnovabili, nella fredda Germania, hanno registrato lo storico sorpasso su nucleare e carbone, e sono ora la seconda fonte energetica del Paese.

In questi giorni sulla Rete si è avviato un interessante dibattito sull'uscita dall'euro, la conseguente inflazione e la possibilità (molto teorica) di ricorrere all'autarchia, visto che le importazioni avrebbero costi inavvicinabili. La possibilità di simili estreme misure si arena immediatamente su di un insormontabile ostacolo: le fonti energetiche, di cui l'Italia non dispone.

Ve lo immaginate un ritorno ad una liretta svalutata, seppur con un bell'impulso alle esportazioni e un blocco delle importazioni (sempre teorico), e poi dover pagare petrolio e gas in dollari sonanti? Col barile a 103 dollari?
Prima che qualche genio pensi di risolvere tutto con la bicicletta (c'è sempre il Moser della situazione), è il caso di ricordare che senza le fonti fossili non solo non si trasporta, ma non ci si scalda, non si produce elettricità, non funzionano le industrie e soprattutto non si produce cibo.Qui è spiegato molto bene, ma ne abbiamo parlato mille volte anche noi.
In sintesi, potremmo anche riuscire a fare a meno delle cianfrusaglie cinesi e delle auto tedesche, ma smettere di mangiare e scaldarsi è piuttosto arduo.
A questo punto è naturale chiedersi come mai, in una situazione simile, abbiamo preferito continuare a dipendere dalle fonti estere per la quasi totalità, anziché incrementare le rinnovabili. La Germania lo ha fatto, noi abbiamo preferito intrallazzare con i finti contributiCIP6 ai petrolieri, dar soldi a inutili inceneritori, finanziare conti energia che fanno impazzire di burocrazia chiunque ci provi, concedere permessi per parchi eolici ai mafiosi, insommaconsiderare le rinnovabili come una truffa o una mangiatoia per ammanicati anziché una risorsa per il Paese. Business as usual, direi.
Non voglio star qui a parlar bene dei tedeschi, sia mai, ma se oggi il famigerato spread è a 513 e "i mercati non si fidano di noi", magari qualche motivo in fondo in fondo c'è.
Fonte: Petrolio

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