Sul settimanale Oggi, il direttore Umberto Brindani, riguardo alla morte del piccolo Alessandro Mathas, scrive tra l'altro: "Un omicidio per ora senza colpevoli, dopo l’assoluzione dell’uomo per quella che una volta si chiamava insufficienza di prove (e con la madre scagionata già due anni fa, poco dopo i fatti). Alessandro, Antonio, Katerina: quella notte c’erano solo loro tre nella stanza del residence genovese Vittoria. Il bimbo ne è uscito senza vita, con il cranio sfondato, lividi e abrasioni in tutto il corpo, segni di bruciatura da sigaretta, un morso a un piedino.... Uno di quegli eventi sconcertanti di fronte ai quali non resta che allargare le braccia e accettare l’impotenza del sistema giudiziario". Caro direttore, per uccidere un bambino ed essere assolti basta essere in due.
Se nella casa di Cogne, dove fu massacrata un'altra creaturina, ci fosse stato anche il babbo, oltre la mamma, i giudici avrebbero assolto entrambi. Se i responsabili sono due, secondo la legge nessuno è colpevole. Ma forse a un colpevole i giudici devono aver pensato e non l'hanno detto per non allarmare la gente. Avranno pensato: il padre è innocente, la mamma pure, il piccolo non poteva rompersi il cranio da solo, e quindi in quella stanza del residence genovese doveva esserci il diavolo. Tremende percosse, morsi, bruciature su un bimbetto: solo il demonio può esserne capace.di Francesca Ribeiro
Articolo inviato a Nuovediscussioni-SudTerrae dall'autrice Francesca Ribeiro

non posso accettere che finisca così, anche se per quel piccolo angelo poco cambia, non possono passarla liscia due carnefici del genere
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