venerdì 10 febbraio 2012

Colombia, sindacalisti assassinati


Come abbiamo ripetutamente denunciato, e come confermato anche da recenti rapporti di ong tutt’altro che collocate nello schieramento rivoluzionario, come Human Rigths Watch (HRW), la Colombia continua ad essere il paese dove vengono assassinati più sindacalisti che in qualunque altra parte del mondo. I sindacalisti vittime del terrorismo di Stato negli ultimi 3 anni sono stati 175, di cui 26 solo tra gennaio e metà novembre del 2011. Tale pratica terrorista è parte integrante di una violenza storica e sistematica che dal 1986 ha mietuto 2900 vittime, una violenza che continua a godere di un’impunità pressoché totale.
HRW denuncia infatti che a partire dal 2007, anno in cui è stata creata una Procura speciale per indagare sui delitti contro i sindacalisti, e fino a maggio del 2011, sono state proferite solamente 6 condanne. I “buoni propositi” di facciata del fascista “Jena” Santos, non sono altro che retorica con cui il presidente dell’oligarchia colombiana mira a confondere e mistificare la drammatica realtà del triste primato.

Il recente progetto di riforma costituzionale patrocinato proprio dal presidente, incentrato sul famigerato fuero militar (tribunali militari per “giudicare” i militari autori di crimini di lesa umanità), favorirebbe l’impunità dei violatori dei diritti umani.
La mattanza di sindacalisti, difensori dei diritti umani, dirigenti comunitari ed oppositori politici è pratica strutturale del terrorismo di Stato. HRW, nel suo rapporto annuale, denuncia infatti la preoccupante crescita delle “BACRIM” (bande criminali emergenti) -eufemismo coniato per negare la continuità del paramilitarismo di Stato- che, finanziate dal gran capitale e dal narcotraffico, protette dall’istituzionalità e sostenute dalle Forze Armate e da corrotti funzionari pubblici, non hanno mai cessato di fare il lavoro sporco in funzione contro-insorgente ed antipopolare. Il rapporto della ONG smaschera ancora una volta l’impresentabile propaganda fascista del governo Santos. Chi non vuol vedere è complice o è in mala fede.


Fonte: nuovacolombia.net

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