venerdì 3 febbraio 2012

I Baroni stanno riportando l'Italia a 70 anni fa



C’era qualcuno, a dire il vero molti, che si erano illusi sulla bontà dell’esecutivo Monti.
Illusi davvero, perché il potere che abbiamo in Italia è sempre lo stesso.
Non si smentisce, da decenni, da oltre 60 anni è sempre lo stesso.
Cambiano i nomi, si riciclano, si liftano, si riverginano e sono sempre gli stessi.
Chi era sicuro che la peggiore Democrazia Cristiana fosse morta definitivamente, si è preso calci nei denti: Andreotti ha 93 anni, sta ancora al Senato, è stato riconosciuto mafioso, prescritto, ma sta lì. Testimone incartapecorito di tutto il marcio che i suoi governi e le contiguità degli altri esecutivi hanno sparso e continuano a disseminare sulla Nazione.
Sono sempre lì, incollati agli scranni e poltrone.
Garantiti da stipendi da nababbi rubati al contribuente.
Rubano, instascano, si portano via le casse dei partiti, si comprano ville, casette in Canada, aziende, banche, hanno la scorta, le macchine blu, tutto gratis, troie e puttani offerti da noi che non riusciamo quasi più a mangiare.
Un esercito di vecchi, cinici, infangati in ogni sorta di schifezza, il cui unico interesse è far soldi, il più in fretta possibile per continuare a farne.
Si accorgono del popolo che dovrebbero rappresentare solo in periodi elettorali.
Tutti loro se ne accorgono, sempre e solo poco prima del voto.
Dai sindaci che improvvisamente asfaltano le strade e lustrano i centri delle città e blaterano di nuovi e meravigliosi servizi, ai governatori delle Regioni fino ai capi della truffa politica, quelli che siedono in Parlamento.
Noi siamo solo carne da voto.
Quello che è ancora più grave è che l’italiano ogni volta di più ci ricasca, li rivota e poi piange e si dispera, protesta, urla e bela.
Bela sempre di più.
Un gregge immenso di amebe; nemmeno pecore, perché avrebbero più dignità.
19 anni di loschi figuri, incompetenti, arrampicatori, cretini, villani e prepotenti, sessuomani, falliti, soubrettes e ballerine, squadristi fascisti, neonazisti, ladri, mitomani e bugiardi, con conflitti di interessi grandi come il Colosseo, mafiosi e piduisti, attentatori alle istituzioni della Repubblica, incostituzionali e penali, penosi... e li abbiamo lasciati fare, non se ne sarebbe schiodato neppure uno se non fossero intervenuti i poteri forti esteri: le banche e i loro voraci rappresentanti.
Per 19 anni gli italiani hanno solo giocato a fare la protesta.
Derubati di tutto e di più, chinavano la testa e la schiena, perché il popolo italiano è così: immobile, senza midollo, schiavo da sempre e tale ama restare.
Gli italiani sono masochisti estremi, più ricevono merda in faccia, più godono.
A parole bla bla bla sono capaci di tutto, all’atto pratico li trovi casa o allo stadio a guardare le partite, a pubblicare ricette veloci e immaginette Baci Perugina su Facebook, a farsi seghe lunghissime o far la fila per il nuovo Iphone.
Allora, in fin dei conti, i politicanti fanno bene a metterlo nel culo ai cittadini, tanto nessuno osa sottrarsi, quindi prendetelo e tacete.
Adesso abbiamo i Baroni Universitari al Governo.
Un Governo tecnico dicono.
Lo dicono loro però: è un Governo che sopravvive accettando i ricatti del passato esecutivo berlusconiano, quando è in pericolo si incontra con i partiti che lo sostengono.
Com’è avvenuto ieri: i parlamentari sono finalmente riusciti, voto segreto e colpo di mano, ad approvare un emendamento della Lega Nord che fa pagare ai giudici la responsabilità civile.
Come dire: i politici rubano, i magistrati pagano.
Bella merda!
Monti si è subito preoccupato, perché il Governo "tecnico" aveva espresso parere contrario all’emendamento: è stato battuto.
Subito, in serata, il premier robotico, Alfano, Casini e Bersani si sono riuniti in vertice urgente per rinsaldare il "patto di lealtà".
Siamo davvero in buone mani!
Soprattutto fidate e serie.
Quello che non è riuscito a fare Ballusconi, mettere i bastoni tra i piedi della Magistratura, lo hanno fatto ieri.
C’è anche di più.
Sacconi, Brunetta, Gelmini, Tremonti uniti in sodalizio con Bonanni, Angeletti, Marchionne, Marcegaglia, UGL, Fincantieri si concertavano privatamente, estromettendo la CGIL e la FIOM, e pezzo dopo pezzo hanno iniziato la demolizione del Movimento Operaio, dei CCNL e dello Statuto dei Lavoratori.
Il risultato è quello che conosciamo tutti: disperazione e miseria.
Sono "finiti" prima di abrogare l’art. 18 dello Statuto.
Ed ecco che in perfetta contiguità, in prepotenza e cecità assoluta, il governo "tecnico" di Monti attraverso lo stesso premier e la Coccodrilla Fornero, fanno sapere che il lavoro e gli operai sono "cosa loro", privatissima e come esecutivo faranno quello che vorranno anche senza il consenso dei sindacati.
Monti va Matrix e come un qualsiasi povero Brunetta o Castelli dice che "il lavoro fisso è noioso".
Il giorno dopo, la Coccodrilla senza mezzi termini, questa volta non piangeva d’isteria, comunica che "o con intesa o meno l’art. 18 sarà riformato e con esso le norme che regolano il mercato del lavoro".
In pratica questi lungimiranti professori, che di vita reale e concreta, quotidiana, spesa per mangiare, stipendi di dipendenti, precarietà, disoccupazione, povertà capiscono una mazza di niente... sono convinti che cancellando i diritti dei lavoratori e introducendo la mobilità a vita si creeranno chissà quanti posti di lavoro nuovi!
Il fatto che stiano dicendo emerite cretinate lo dimostra il fatto che la Marcegaglia, appena ha sentito "art.18 sarà riformato comunque", è entrata subito in orgasmo e ha cominciato a saltellare, smitragliando dichiarazioni di plauso e trionfo industriale.
Chissà come si annoiano i figli di Monti, che lavoro hanno, su quali poltrone sono seduti, quanto guadagna il loro babbo così senatore a vita di botto Napolitano, su quali e quante proprietà possono contare.
La Coccodrilla Fornero tra poco avrà una barba talebana tanta è pure la sua noia di lavoro strafisso come professora, ministra, pubblicazioni e chissà cos’altro.
E i suoi pargoli saranno sicuramente davanti alla Adecco, ogni mattina, a far la coda per sentirsi dire: "per oggi non c’è nulla, ripassa domani".
Cari Baroni, fare i finocchi con il culo degli altri vero?
Se il posto fisso è una noia, cominciate a divertirvi voi per primi, invece di umiliare chi già non vuole più vivere; licenziatevi dalle cariche di governo che avete, dalle cattedre, e andatevene.
Piantatela davvero, tutti, di predicare la bontà del dolore quotidiano, dall’alto delle vostre sicurezze d’oro, Papa compreso, del quale siete così tanto amici e devoti.
Siamo passati dalla padella alla brace.
Io non posso fare molto, perché sono da solo, la mia arma in questo momento è la parola.
Ma verrei tranquillamente a prendervi per accompagnarvi altrove.
Ma uno solo che fa?
Verrebbe picchiato e placcato come è successo ai pochi giornalisti che ieri volevano fare una domanda lecita alla ministra Cancellieri.
A causa la vostra minaccia continua/contigua sull’Art 18 e i diritti dei Lavoratori dovrebbero già esserci le piazze piene di rivolta, in ogni città; perché state riportando l’Italia a 70 anni fa.
Invece nessuno vi si muove contro.
Amebe d’Italia fottetevi.
Meritate esattamente quello che avete, tenetevelo stretto.

di Lucio Galluzzi
Fonte: BELLACIAO

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