giovedì 2 febbraio 2012

Teologi e studiosi biblici arrampicati sugli specchi


Teologi e studiosi biblici, per giustificare gli episodi di violenza o immoralità contenuti soprattutto nei primi libri della Bibbia, e non volendo ammettere che nelle Scritture possano esserci parti (abbondantissime parti) non ispirate da Dio (tesi condannata dalla Chiesa), si arrampicano sugli specchi adducendo che il Signore "si adatta allo stadio dell’umanità, alle lentezze della miseria umana, come una madre amorosa che non si meraviglia delle lenti tappe di maturazione del figlio" (cf Antico Testamento, Benito Marconcinipag. 18). Per esempio: prima Dio permette la legge del taglione, poi esige l’amore verso il prossimo, fino a includere i nemici. Oppure: prima permette la poligamia, e poi addita l'ideale della monogamia.
Dio, insomma, sarebbe come una mamma amorosa la quale prima lascia che i figlioletti si cavino gli occhi a vicenda, e poi, quando sono più maturi, raccomanda loro di amarsi e di perdonare. E questo spiega perché oggi la Chiesa continui a commettere gravissimi  errori, ad accumulare "tesori sulla terra, dove tignola e ruggine consumano" (Mt 6,19), a discriminare le donne, gli omosessuali, le coppie di fatto, i divorziati risposati, i sacerdoti sposati e via di seguito. Lo Spirito Santo, che la guida, si adatterebbe alle lentezze della miseria umana.

di Renato Pierri
Articolo inviato a Nuovediscussioni-SudTerrae dall'autore Renato Pierri

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