domenica 8 gennaio 2012

Le lobbies feudali sono una palla al piede per tutti noi



L'Italia Feudale, corporativa, dinastica, non-meritocratica, gerontocratica,
dove ciascuno difende con i denti il suo orticello e vive della rendita che da esso ne deriva,
è uno dei pedaggi più pesanti che il nostro Paese deve pagare,
è una delle principali palle al piede per il nostro PIL, per la nostra crescita, per la nostra produttività e competitività, per un'efficiente redistribuzione della ricchezza, per una sana mobilità sociale, per l'innovazione.
Le lobbies feudali le conosciamo tutti perchè ormai sono entrare nel luogo comune di tutti i giorni,
ma non sono solo le grandi lobbies tipiche di tutte le Nazioni: Banche, Assicurazioni, Multinazionali, salotti buoni del Jet Set etc
In Italia sono particolarmente forti e resistenti anche alcuni ordini feudali che in molti casi provengono letteralmente dal medioevo e ne hanno ancora la struttura di base: Notai, Farmacisti, Avvocati, Politici, Tassisti, etc etc

Israele annuncia l'operazione Piombo fuso due


Israele annuncia come «inevitabile» e imminente una operazione "Piombo fuso 2" contro Gaza: non potendo sfogarsi contro l'Iran deve ripiegare sulla Striscia. Peccato che Hamas stia svoltando dalla lotta armata alla protesta pacifica e alla politica «rubando» agli israeliani ogni motivazione per un attacco.

Berlusconi, il Cavaliere finito


STORIA D’UN PAESE IMPROVVISAMENTE SVEGLIATOSI “CONTRO NANO”…

Il dato è tratto: Silvio Berlusconi è morto! (politicamente, s’intende…)
Il 12 novembre, rassegnando le dimissioni, il Cavaliere ha irrimediabilmente inciso la parola “fine” su di una stagione politica protrattasi quasi un ventennio, inaugurata e conclusasi praticamente allo stesso modo: con un videomessaggio agli Italiani, coerente fino all’ultimo con il suo inimitabile stile da “tele imbonitore”.
Era il ‘94 quando il magnate italiano delle tv commerciali “scendeva in campo” annunciando una “rivoluzione liberale”, riuscendo in un’impresa dai più giudicata temeraria: smontare pezzo per pezzo l'impetuosa “macchina da guerra” dell’allora Pds, segnando di fatto l’avvento della seconda Repubblica.

Se questo non era un dittatore...



Il ministro dell’Educazione cileno, Harald Beyer, ha confermato che il governo del presidente Sebastian Pinera ha modificato i libri di testo base delle scuole elementari, sostituendo la parola ‘dittatura’ con ‘regime militare’ in riferimento al periodo di governo del generale Augusto Pinochet (1973-1990).

A diffondere la notizia il quotidiano on-line ‘La Jornada’. Beyer, diventato ministro il 29 dicembre in sostituzione di Felipe Bulnes, ha ammesso che si tratta di un tema delicato. “Riconosco che è stato un governo dittatoriale – ha affermato Beyer – ma per le prime classi verrà usata l’espressione più generica di regime militare”. La destra cilena, tornata al potere dopo 20 anni, fornì sostegno ideologico alla dittatura di Pinochet, iniziata l’11 settembre 1973 dopo aver abbattuto il governo socialista di Salvador Allende.

Cerca nel Blog

FeedBurner FeedCount

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica, in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Pertanto non può considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001. L'autore, inoltre, non ha alcuna responsabilità per il contenuto dei siti "linkati” né dei commenti relativi ai post e si assume il diritto di eliminare o censurare quelli non rispondenti ai canoni del dialogo aperto e civile. Salvo diversa indicazione, le immagini e i prodotti multimediali pubblicati sono tratti direttamente dal Web. Nel caso in cui la pubblicazione di tali materiali dovesse ledere il diritto d'autore si prega di avvisare via e-mail per la loro immediata rimozione.

Gli autori