giovedì 12 gennaio 2012

Il leader Marwan Barghouti scrive una lettera aperta al suo popolo per spingerlo alla resistenza nonviolenta


Il 3 gennaio ad Amman, in Giordania, si è svolto il primo incontro tra negoziatori israeliani e palestinesi dopo oltre 15 mesi di stallo nelle trattative. Una concessione del presidente Abbas alle pressioni del 'Quartetto', che però ha portato ad un nulla di fatto. Intanto, dal carcere, il leader Marwan Barghouti scrive una lettera aperta al suo popolo per spingerlo alla resistenza nonviolenta.
  
Un esercizio di diplomazia fine a se stesso, che non ha portato alcun risultato. Annunciato come tale ancor prima di svolgersi, l’incontro di Amman tra Yitzhak Molcho, collaboratore di Benjamin Netanyahu, e Saeb Erekat, capo negoziatore dell’Autorità nazionale palestinese (Anp), è stato il primo dopo oltre 15 mesi di stallo nei negoziati fra le due parti per un processo di pace che di fatto resta bloccato.  
Un gesto di apertura del presidente palestinese Mohammud Abbas (Abu Mazen) verso le pressioni del Quartetto - Usa, Ue, Russia, Onu - che non ha ceduto però sulla precondizione imposta per tornare al tavolo dei negoziati: lo stop alla costruzione di colonie israeliane in Cisgiordania.

Fiom sotto attacco


La porta sbattuta in faccia alla Fiom su Fincantieri segna un punto probabilmente di non ritorno. È particolarmente grave perché arriva dopo un'autentica sceneggiata da parte del ministro dello sviluppo, Corrado Passera.
Il quale prima ha accettato di convocare tutti i sindacati – l'accordo che butta fuori quasi metà degli 8.000 dipendenti era stato firmato solo dai «complici» di Cisl e Uil – come se avesse in qualche misura intenzione di riaprire la partita, poi – al tavolo ministeriale, nel tardo pomeriggio di ieri – ha chiuso ogni spiraglio esprimendo «apprezzamento» per l'accordo trovato dall'amministratore delegato Giuseppe Bono.
Proponiamo qui di seguito alcuni articoli che dettagliano la vicenda Fincantieri e la discussione interna a Fiom Cgil, apparsi su «il manifesto» di oggi. Qui ci permettiamo alcune considerazioni, diciamo così, di carattere «strategico» sul fare sindacato nella fase attuale.

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