domenica 12 febbraio 2012

Come Praga, più di Praga, Atene è sola


Guardi alla tv le immagini della disperata resistenza di Atene e quello che ti viene mente non sono le immagini gioiose del maggio francese, la rabbia italiana degli anni ’70, le rivolte moderne, da Seattle a Genova. Quelle riprese rievocano una quadro che a prima vista c’azzecca poco e niente: Praga, estate 1968. Il diktat durissimo, feroce e inumano che la finanza europea e la graziosa signora Merkel impongono alla Grecia non ha nulla da invidiare all’ordine riportato da Breznev in Cecoslovacchia con i suoi carri armati. Quei cingolati non migliori né peggiori di quelli che stanno straziando la Grecia. Identici.
Non si poteva fare niente, allora. Praga era sola e doveva restarlo, perché ciò esigevano gli assetti mondiali e le eterne ed eternamente mostruose compatibilità.

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