domenica 11 marzo 2012

Tremano i saccheggiatori del petrolio colombiano


Mediante una lettera aperta inviata lo scorso 3 marzo a Marleny Orjuela, presidentessa dell' “Associazione dei Familiari dei Membri della Forza Pubblica catturati e liberati da Nel 2011 la lotta dei lavoratori nel settore petrolifero è cresciuta al punto che, per varie settimane, la polizia del regime ha dovuto scontrarsi direttamente con gli operai, che hanno bloccato la produzione ed il trasporto dei principali centri estrattivi del paese, denunciando l'assurdo grado di sfruttamento a cui sono sottoposti, il saccheggio delle ricchezze nazionali, i danni per le comunità locali e per l'ambiente derivanti dall'attività di queste compagnie petrolchimiche, così come la totale mancanza di benefici per i settori popolari dei territori in questione. Nel mese di gennaio i lavoratori hanno bloccato l'attività di più di 100 pozzi petroliferi, con Barrancabermeja come epicentro delle proteste. L'attività guerrigliera ha sostenuto le rivendicazioni operaie e ha incrementato notevolmente i colpi inferti contro l'infrastruttura produttiva e gli oleodotti.

I Raid aerei israeliani su Gaza e i razzi artigianali Qassam palestinesi sul sud di Israele



Tra i morti di oggi un bambino di 12 anni. Un numero così alto di vittime in meno di due giorni a Gaza non si registrava dal 2009. Il governo israeliano alza la voce e avverte che non e' finita e continuera' i bombardamenti.

Proseguono i raid aerei israeliani su Gaza. Stamani altri due palestinesi sono stati uccisi ed e’ salito a 17 il numero dei morti da venerdi’ mentre sul sud di Israele sono piovuti oltre 100 razzi artigianali Qassam. Fonti mediche precisano che una delle vittime di questa mattina era un bambino di dodici anni.

Dell’Utri, parafrasando Pasolini potremmo dire che, pur non avendo le prove, sappiamo quasi tutto quello che si deve sapere



Parafrasando Bettino: da oggi siamo tutti un pò più mafiosi. Anche se, dopo la decisione della Cassazione, si può affermare che la mafia non esiste. Perché se non esiste il concorso esterno (o se “non ci crede più nessuno”) ciò equivale a dire che non esiste nemmeno la mafia, che è tutta un “concorso esterno”, salvo quando ti fa saltare in aria con le bombe, o ti spara un colpo in bocca e ti incapretta.
Certo, nostro malgrado, ma è così.
Parafrasando Pasolini potremmo dire che, pur non avendo le prove, sappiamo quasi tutto quello che si deve sapere.

Qualche giornale ha scritto che ieri il cellulare di Dell’Utri parlava spagnolo, lasciando intendere che, forse, il braccio destro di Berlusconi stava aspettando la sentenza fuori dai confini patrii. Io penso che quella segreteria telefonica fosse una interferenza casuale. Volete che non sapesse come sarebbe andata a finire? Quello, citando Leonardo Sciascia, è un “vero uomo”, mica un “quaqquaraqquà” qualunque.
L’eroe del nostro tempo, liberato dalla mafia, è un signore, Francesco Iacoviello, che, nella sua qualità di Procuratore Generale delle Cassazione, (grazie alla ferrea memoria di Travaglio, che ha fatto l’elenco) ha nel suo curriculum “la richiesta e l’ottenimento dell’annullamento delle condanne di Squillanteper IMI-Sir e di De Gennaro per il G8, e la conferma dell’assoluzione di Mannino e della prescrizione per Berlusconi nel caso Mondadori”. Giustizie sono state fatte.

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